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La spedizione è
stata seguita giorno per giorno sul blog
di Speleologia Italo-Cubana
Altre foto su Fotocommunity
4 aprile 2006 - 4 giorni fuori dal mondo in compagnia di campesinos e muli.
Missione compiuta.
La stalagmite più alta del mondo riposa tranquilla nella memoria del mio PC.
Partiti da Matanzas sul cassone di un camion arrugginito e quindi affidabile…Siamo
giunti a Cienfuegos dove è stato presentato alla delegazione del ministero
dell'Ambiente il lavoro svolto durante le 3 spedizioni precedenti.
L'iniziativa è stata molto apprezzata ed ha suscitato un forte interesse tanto
che ci è stata chiesta la collaborazione per sviluppare tutto il progetto anche
in questa provincia.
La sera stessa, caricato il camion ci siamo diretti verso la comunità di Caleta
Muño dove ci siamo accampati alla meno peggio in un centro turistico distrutto
dall'uragano Denny.
Al mattino presto, caricati i
muli è iniziata la salita verso Martin Inferno. Denniy ha complicato non poco
il compito dei nostri accompagnatori, il paesaggio era totalmente stravolto
tanto da renderne difficoltoso l'orientamento. Dopo diversi tentativi, al calar
delle tenebre siamo giunti a destinazione e sono iniziati due giorni di lavoro
intenso. La maestosità della sala che ospita la stalagmite supera ogni nostra
aspettativa. Il buio la fa da padrone e temo di non riuscire ad illuminare
sufficientemente tutto l'ambiente. Per l'occasione ci siamo attrezzati con una
lampada a scarica derivata da un videoproiettore maestralmente assemblato, e
tutto l'accrocchio da l'impressione di esser poco affidabile ma sicuramente
pericoloso. Dopo alcuni tentativi e qualche scontro verbale dovuto alle
difficoltà di comunicazione per l'immensità dell'ambiente (circa 80 x 140 x 90h
m., le prime immagini si stagliano sul monitor del nostro PC. Da qui in poi tutto
il lavoro scorre quasi automaticamente ed il feeling tra noi e i cubani cresce
giornalmente, ad ogni scatto ben riuscito scaturisce un applauso liberatorio che
libera la tensione accumulata in 2 anni di preparazione.
Ora siamo nuovamente a Caleta Muño dove ci siamo incontrati nuovamente con il
responsabile locale e provinciale del ministero dell'ambiente per gettare le
basi di un progetto di valorizzazione ecosostenibile dell'area. Questo incontro
è stato sicuramente frutto del successo della proiezione tenutasi a Cienfuegos.
Oggi giornata di recupero e ricarica delle batterie e domani si lavora a Santi Spiriti.
5 aprile 2006
Finalmente in tarda serata riusciamo a sistemare il PC e a proiettare per la Comunità che ci ha ospitato fino ad oggi con grande affetto. Vedere dei campesiños con gli occhiali polarizzati che incantati assistono in religioso silenzio alle proiezioni ci ha dato una forte emozione e ci motiva a proseguire in questo splendido progetto.
6 aprile 2006
Oggi è il compleanno di Armando e veniamo svegliati dalle festose
felicitazioni dei compagni cubani. Il tempo di una rapida colazione e poi via,
si carica il camion; destinazione Sancti Spiritus. Ci lasciamo alle spalle un
villaggio di persone ospitali, che ci hanno aperto le loro case con una
semplicità ed una naturalezza disarmanti. L'ultima immagine che ci regala
questa terra di contrasti è il passaggio dell'aereo postale, un vecchio biplano
che lancia in volo radente posta e giornali. Mattinata sul cassone del camion
passata a difenderci dal sole. Verso le 13.00 siamo a Sancti Spiritus accolti
alla sede locale della Fondazione Antonio Nuñez Jimenez dal responsabile
regionale. Rapido pranzo, offerto dalla Fondazione, poi ritrovo con i soci del
Sama, il gruppo speleologico locale. L'alimentatore del PC continua a dare
problemi, ma alla fine tutto si risolve e ne esce un bell'incontro lungo ed
articolato, durante il quale mostriamo i lavori svolti fino ad ora, spieghiamo
le tecniche e presentiamo il "Progetto Bellamar".
In chiusura una giornalista dell'agenzia Prensa Latina intervista Antonio.
7 aprile 2006
La sveglia suona alle 6.00. Il tragitto che ci porterà al Boquerones (un piccolo Timavo cubano) è molto lungo. La grotta si trova sul confine fra le province di Sancti Spiritus e Ciego de Avila. Si estende per circa 7 Kilometri, ma a noi interessano solo i rami attivi attraversati dal fiume sotterraneo in quanto le immagini che cattureremo saranno utilizzate per il documentario cubano "L'agua que bebemos". La galleria attiva si presenta con una larghezza media di 10 m ed un'altezza di circa 30 m. Risalendo un ramo laterale, a circa 15 m dal livello medio del fiume, camminiamo su uno spesso strato di detriti vegetali residui di una vecchia piena. Questo dà un'idea della portata del fiume in fase di piena. Anche questa occasione è stata utile per la formazione di alcuni speleofotografi locali alle tecniche di ripresa 3D. La giornata si conclude con il lungo rientro notturno sull'ormai familiare cassone del nostro camion. La luna e gli incendi delle sterpaglie hanno rischiarato il nostro viaggiare.
8 aprile 2006
Oggi giornata dedicata allo sviluppo del progetto. Si riordinano le idee, si pianificano i programmi futuri e si coordinano le attività promozionali. Domani ci attende il "Ramo '94" del Jarrito ed i suoi cristalli.
9 aprile 2006
La mattina si presenta calda e afosa. Fatta colazione e comprata la guayaba,
la nostra "comida per la cueva" (merenda da grotta), ci prepariamo
all'appuntamento sotterraneo col complesso di Bellamar.
Il Jarrito: "giardino di cristallo"…
Sandro Sedran non poteva trovare migliore definizione. Calda, umida,
impegnativa, ma di una bellezza disarmante.
Ovunque volga il nostro sguardo, la calcite la fa da padrona con formazioni e
cristallizzazioni che vanno oltre ogni immaginazione.
Documentare completamente questa cavità ci impegnerebbe per mesi, ma noi
abbiamo solo poche ore e selezionare i soggetti da fotografare è quasi
doloroso.
Le ore passano velocemente, beviamo in continuazione per contrastare la
disidratazione e la scorta d'acqua si riduce, ma continuiamo a scattare.
In tarda serata, all'uscita il sospiro di sollievo dei cubani ci meraviglia…
fuori piove, era da novembre che non succedeva.
A Matanzas è iniziata la primavera.
Attendiamo al riparo l'arrivo dello chofer… è il papà di Esteban che viene a
prenderci con una meravigliosa Plimouth del 1952 e siamo imbarazzati a doverci
salire sporchi come siamo.
10 aprile 2006
Giornata completamente dedicata al “Progetto Bellamar”;
di riposo dopo il lavoro nel Jarrito. Dopo aver pulito tutte le attrezzature e
lavato il vestiario, visioniamo il lavoro di georeferenziazione svolto fino ad
ora dagli amici cubani. Solo nel
municipio di Union del Reyes sono stati georeferenziati 38 cenotes e un
centinaio di grotte con acqua; altri 8 centoes e 12 grotte con acqua sono state
individuate e posizionate nel municipio di Jagűey Grande. Segue la
presentazione del rilievo tridimensionale della cavità del Jarrito, Ramo ’94.
Esteban ci fa anche presente che ci è stata proposta, per la realizzazione del
centro culturale dedicato alla speleologia, un’alternativa al cinema: il Castello
di Matanzas. Questa fortificazione del 1600 è attualmente in restauro ed
ospita già il Museo della Schiavitù promosso dall’UNESCO. Ci vengono offerte
3 sale che corrispondono perfettamente alle nostre esigenze. In serata ci
rinfresca l’ormai quotidiano temporale con lampi che rischiarano la notte di
Matanzas.
11 aprile 2006
Questa mattina, ancora in fase di recupero dopo l’uscita al Jarrito, si lavora al documentario in via di produzione “L’agua que bebemos”. Per questo motivo alle 8.00 siamo tutti sull’ormai familiare cassone del camion, direzione Union del Reyes per fotografare alcuni cenotes. Tra questi spicca Los Paticos; individuato nel ’69 quando l’area era adibita a pascolo. Attualmente il territorio è ricoperto da una fitta vegetazione che rende difficile l’individuazione delle sorgenti; per ritrovarlo è stato indispensabile l’aiuto del GPS. Con l’occasione è stato dato anche uno sguardo sotto il pelo dell’acqua per valutarne eventuali prosecuzioni subacquee, ma un fitto strato di lenticchie di acqua e la torbidità ci hanno impedito ogni valutazione. Visitiamo anche il cenotes dell’Infierno, del quale proprio ieri abbiamo recuperato della documentazione video nella quale risulta che a circa –33 m di profondità c’è un cono detritico di immondizie con addirittura la carcassa di un camion. Questo dimostra l’urgenza di sviluppare la campagna di educazione ambientale prevista dal progetto.
12 aprile 2006
Oggi si torna in Jarrito. La grotta ci sembra più fresca, ma è solo
un'impressione, sarà che ci stiamo abituando ai climi tropicali.
Lavoriamo in settori già visti durante le scorse spedizioni, ma la quantità di
soggetti da riprendere ci costringe a tralasciare alcuni scatti che
meriterebbero tutta la nostra attenzione.
Torniamo anche nella "sala dei cristalli"…
ci eravamo dimenticati di quanto fossero taglienti ed appuntiti. Siamo entrati
scalzi e, per non sporcare il pavimento, abbiamo utilizzato un telo di nylon.
Nonostante l'elevata umidità ed il vapore causato dalla nostra traspirazione,
le macchine fotografiche digitali non hanno dato alcun segno di cedimento.
Come al solito quando siamo in Bellamar ci si dimentica del tempo che passa e a
malincuore lasciamo questo paradiso sotterraneo.
È successa una cosa strana… il braccialetto del Cin, che Ale indossava dal
giorno del suo funerale, si rompe impigliandosi in un cristallo e decidiamo di
lasciarlo. Nessun posto potrebbe essere più adeguato.
A sera cena di gruppo con tutti gli amici del comitato di Matanzas e si coglie
l'occasione per visionare il lavoro svolto e
gettare le basi per la realizzazione del sito internet dedicato al
"Progetto Bellamar".
A chiusura delle due settimane di lavoro si sono aperte le bottiglie!
13 aprile 2006
Operazioni di rientro: riordino dei bagagli e un grosso ARRIVEDERCI a tutti.
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