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L’intera evoluzione dell'isola di Cuba si può dividere in quattro grandi periodi di cui solo nell'ultimo si forma l'isola più o meno come è ora. Le fasi intermedie in pratica formano le condizioni per lo sviluppo successivo. Le fasi sono:
1) paleozoica - jurassica (230 ÷160 milioni di anni fa)
2) jurassica - cretacica (160 ÷ 75 ma)
3) cretacica - eocenica (75 ÷ 45 ma)
4) eocenica - olocenica (da 45 ma)
Nella prima fase l'area geografica di Cuba era occupata dal paleocontinente
Pangea.
Nella seconda si apre un antico mare simile come caratteristiche al
Mediterraneo. In questo mare si forma un arcipelago di vulcani che formeranno
le rocce eruttive della futura Cuba, mentre sul fondale, in parte poco
profondo, in parte abissale, si depositeranno sedimenti provenienti dal
vecchio continente. Si tratta di una particolare condizione che prende
il nome di geosinclinale.
Nella terza fase movimenti di compressione piegano e corrugano
i fondali, che andranno a formare quello che viene definito substrato piegato,
composto da rocce metamorfiche. Anche gli strati di deposito che
formano rocce sedimentarie, tra cui i calcari, subiscono piegamenti e sovrascorrimenti
andando a ricoprire rocce diverse e anche più giovani.
Nell'ultima fase i movimenti orogenetici continuano, provocando l'emersione
dell'attuale isola; di conseguenza le rocce iniziano a subire l'azione
erosiva degli agenti atmosferici.
La forma attuale di Cuba viene raggiunta circa alla fine del terziario-inizio
quaternario (40-45 ma). Da questo momento inizia l'erosione dei calcari
ad opera degli agenti atmosferici. Una considerazione importante è
che il clima in tutto questo periodo non ha subito grandi variazioni, rimanendo
di tipo tropicale.
L'orogenesi cubana ha creato specialmente nella parte nord-occidentale,
una serie di faglie e fratture lungo direttrici parallele
sia tra di loro, sia con le coste marine, formando una divisione in settori.
I movimenti tettonici differenziati di sollevamento dei vari settori,
hanno creato una situazione di zone elevate e zone meno elevate, tipo horst
e graben. In questo contesto si sono formate le sierre che si sviluppano
lungo le direttrici principali delle faglie.
La sierra del Quemado fa parte del grande
sistema della Sierra de Los Organos e si trova nella provincia di Pinar
del Rio.
Il tipo di carso di questa zona e denominato carso a mogotes,
tipico di zone tropicali. Nella classificazione del carsismo si inserisce
tra il carso a coni e il carso a torri o a relitti. E’ probabile che si
tratti di una evoluzione del carso conico.
Il mogotes è un rilievo calcareo a forma di panettone, che si
trova isolato nella pianura oppure insieme ad altri a formare la sierra.
L’evoluzione di questo paesaggio è complessa. Intanto si nota
subito la presenza di due zone distinte: le pianure e i rilievi.
Le pianure sono piuttosto estese e sono formate da depositi di argilla
fine di colore rosso. Le rocce sottostanti possono essere calcari o rocce
metamorfiche che formano il substrato impermeabile, detto substrato piegato,
per i forti piegamenti che ha subito durante l'orogenesi.
Nelle pianure si organizzano torrenti a forma di meandro che raccolgono
l'acqua meteorica caduta sulla pianura stessa e quella proveniente dai
rilievi formati da rocce impermeabili. Il bacino di raccolta appare quindi
molto ampio.
A separare le pianure si ergono le sierre di mogotes, composte interamente
di calcare. Si presentano con pareti verticali o subverticali coperti di
vegetazione (foresta tropicale); inesistenti o rari i pendii inclinati.
Lo stacco tra pianura e mogotes è quindi netto e rappresenta un
ostacolo alla loro esplorazione.
Questo è dovuto al fatto che la corrosione del calcare è
maggiore sotto lo strato di riempimento (argilla, terra) e nel contatto
tra riempimenti e roccia, perché e qui che l'acqua si arricchisce
maggiormente di CO2.
L'altezza di questi rilievi arriva fino ai 400÷600 m. sul livello
del mare, mentre le pianure sono circa sui 100÷200 m.
In alto la morfologia è tipicamente a denti di cane molto pronunciati
(hanno un'altezza sull'ordine dei metri). Sulle sierre non esiste un
altopiano ma un insieme di depressioni abbastanza accentuate che formano doline o
polie. Non esiste la minima organizzazione idrica
superficiale, le valli strette si formano per corrosione chimica dei calcari
associata alla struttura geologica.
L'evoluzione della sierra è la seguente: una volta emersa dai
mari, in un ambiente a clima tropicale, viene sottoposta ad una intensa
corrosione chimica che produce uniformemente una perforazione e aggressione
dei carbonati, formando sia piccole nicchie di corrosione che denti di
cane
In questo modo l'acqua non scorre molto in superficie ma penetra immediatamente
nei primi strati calcarei. Non esistono circolazioni idriche superficiali.
Si formano rapidamente doline di corrosione e crollo con pozzi
e inghiottitoi. A poco a poco il paesaggio diventa aspro e dell'originale
altopiano non resta più nulla. Le doline si approfondiscono e si
accentuano formando un carso a doline.
Le doline tendono ad unirsi via via a formare valli chiuse e poi piccoli
polie alla base dei quale si accumula uno strato di terreno (argilla) utilizzato
spesso per la coltivazione.
Dato che la maggiore aggressione del calcare avviene sul contatto terreno-roccia,
i fondi dei polie si allargano lasciando le pareti dei
bordi verticali. Il processo dura per migliaia di anni e a poco a poco
porta a collegare i polie tra loro e con la pianura circostante dando alla
sierra una forma ad anfiteatro. Successivamente i vari mogotes dell'arco
tendono a separarsi isolando il mogotes nella pianura.
L'ulteriore evoluzione porta il mogotes a ridursi fino a un piccolo
brandello di rocce (denti di cane).
I livelli di base sono rappresentati localmente dal contatto con il
substrato impermeabile di origine metamorfica rimanendo tuttavia controllati
dalle piane e dalla geologia.
Le prime, essendo formate in prevalenza da argille, formano dei livelli
impermeabili che possono anche trovarsi sospesi (fondi di doline o polie),
mentre la seconda crea delle zone a differente quota sulle quali si formano
le piane. Si puo definire la parte occidentale di Cuba una zona a horst
e graben.
L'altezza delle gallerie fossili rispetto alle piane è di circa 70 ÷ 90 m. e corrisponde all'elevazione avvenuta nella zona in circa 1 milione di anni. Questo potrebbe confermare la relazione tra movimenti neottettonici in atto ed il carsismo.
Nelle piane le forti piogge provocano allagamenti e concentrano grandi
quantità di acqua contro le pareti delle sierre.
Seguendo le fratturazioni ed il pendio degli strati si formano dei
condotti che consentono il defluire delle acque.
Questi condotti sono dei trafori idrogeologici, in genere rettilinei
e di debole pendenza. Si notano spesso scallops sulle pareti e laminazioni
che indicano un passaggio veloce dell'acqua; accumuli di detriti nelle
anse (tronchi, rifiuti, ecc.) confermano la grande portata di acqua delle
alluvioni nelle piane.
La pendenza media dei condotti è circa 0,5° con un gradiente
piezometrico di circa 0.87%.
Le gallerie sono quindi prevalentemente orizzontali. I pozzi si trovano
in prossimità di incroci tra gallerie sovrapposte che coincidono
anche con incroci di fratture.
Si trovano anche brevi pozzi nelle parti alte della sierra. In questi
casi si tratta di condotti di drenaggio di doline o polie sospesi, attuali
o fossili (spesso in questo caso spesso della doline non c’è più
traccia della dolina originaria) o di inghiottitoi fossili.
In genere non si trovano pozzi di dissoluzione a causa della circolazione
verticale, diffusa capillarmente su tutta la massa rocciosa, che tende a
formare doline.
La prevalenza della circolazione è orizzontale.
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