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La spedizione è stata seguita giorno per giorno sul blog di Speleologia Italo-Cubana

La spedizione ha avuto luogo nei giorni dal 10 al 20 novembre. I partecipanti da parte italiana sono stati 6 speleo del Gruppo Speleologico Paletnologico Gaetano Chierici di Reggio Emilia. La parte cubana era formata da: Juan, Jorge, Osmany, Marco, Josè, Joselito, Osvaldo e Pedro Pablo, appartenenti a cinque distinti gruppi speleologici, quattro di Holguin e uno di Camaguey.

Per problemi burocratici e militari, la destinazione è cambiata all'ultimo
momento (peccato per le magliette già stampate!), trasferendo la meta da
Pinalito, Mayarí, nella provincia di Holguin, alla Sierra de Cubitas, e in
particolare nel Parque Natural Limones - Tuabaquey, nella provincia di Camaguey.
I partecipanti italiani sono arrivati a Santiago mercoledì 10 e subito sono
ripartiti per Holguin, dove, il giorno seguente, hanno incontrato gli speleologi
cubani.
Sbrigati gli ultimi preparativi e gli approvvigionamenti alimentari, la
spedizione si è messa in viaggio per la Sierra de Cubitas, passando da Camaguey
dove si sono aggiunti al gruppo Jorge e Osmany, rispettivamente direttore e
guida del parco.
Lo spazio deputato alle tende e alla cucina si trovava in una vasta radura
adiacente la zona collinare e boschiva. Fino a pochi anni fa c'erano solo i
resti di un impianto petrolifero, abbandonato perché sterile, mentre ora sono
stati rimossi tutti gli insediamenti industriali e il terreno è stato
bonificato e ripristinato a pascolo.
L'obiettivo del direttore del parco è quello di garantire la conservazione di
questo territorio e contemporaneamente aprire a visitatori sensibili ed
intelligenti le porte della foresta e del carsismo tropicali.
Anche gli speleologi si sono attenuti strettamente alle regole del Parque:
durante i giorni della spedizione la sveglia era all'alba, la cena al tramonto e
poco dopo si andava "in branda". Nelle ore di luce si lavorava nelle
principali cavità del parco e tornati al campo si stava a discutere per ore
davanti alle mappe della zona e alle cartografie delle grotte.

Alla vigilia della partenza, il gruppo italiano era carico di aspettative:
avventurarsi in grotte inesplorate e relazionare su nuovi, interessantissimi
sistemi carsici; ha invece guadagnato molto di più: l'amicizia e la
solidarietà dei compagni cubani.
L'attività svolta è stata, sostanzialmente, quella di rivedere grotte già
note, attrezzarle in totale sicurezza, valutare la possibilità di continuare
l'esplorazione o di trovare eventuali congiunzioni con altri sistemi adiacenti,
fare il rilievo topografico quando non era già stato fatto o quando si
scoprivano rami nuovi.
Fin dai primi momenti si sono superate le possibili difficoltà comunicative e
relazionali e il rapporto instaurato tra speleologi italiani e cubani ha fatto
nascere la voglia di lavorare di nuovo insieme e già si sta parlando di altri
progetti, sia per quanto riguarda il Parque Natural Limones - Tuabaquey sia per
quanto riguarda l'esplorazione di altre zone carsiche della Cuba orientale
(magari anche quel Pinalito che per quest'anno è rimasto solo stampato sulle
magliette).
Le aspettative del gruppo italiano erano diverse non solo per la parte inerente
alle attività svolte ma anche per la situazione generale in cui verte la
speleologia nella parte orientale dell'isola. Alcune considerazioni: la carenza
di materiale e di attrezzatura specializzata fanno da contraltare ad una
conoscenza accurata e ad uno studio continuo ed approfondito di tutte le
dinamiche che concernono l'ambiente ipogeo. Questo comporta che la maggior parte
dei cubani incontrati durante la spedizione avesse una preparazione scientifica
speleologica a 360° (che raramente si riscontra negli omologhi italiani) ma una
scarsa preparazione tecnica, a volte al limite della sicurezza, soprattutto
nella progressione verticale.
Quasi tutto l'equipaggiamento dei componenti italiani è stato lasciato agli
amici cubani nella speranza che possa essere uno dei tanti modi in cui
manifestare la solidarietà che lega ormai i due gruppi e nell'attesa che possa
servire per la prossima Expedición.
Uno degli sponsor, ReggioGas Verde&Blu, ha fornito attrezzatura tecnica che è stata lasciata al gruppo speleologico di accoglienza, così come per la trousse medica di primo intervento e per altri medicinali. A tale scopo la spedizione si è avvalsa dell'aiuto di una dottoressa impegnata all'estero nelle iniziative di MEDICI SENZA FRONTIERE onlus, e grazie alle sue indicazioni, è stata stilata una lista di medicinali utili agli speleo e alla popolazione locale.
Sono state stampate cento magliette con il logo della spedizione; parte di queste magliette sarà venduta per finanziare il progetto e la parte restante è stata donata al gruppo nostro corrispondente di Holguin.
A tutto ciò si deve aggiungere la donazione da parte di Impronta Italgraniti Industrie Ceramiche S.p.A., l'altro nostro sponsor: venti kit composti da vari articoli di cancelleria (quaderni, penne, matite…) per i bambini cubani.
La spedizione è patrocinata dalla Società Speleologica Italiana e supportata dal Gruppo speleologico di Holguin.
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| La SSI non è responsabile dei contenuti della presente pagina, che impegnano soltanto i referenti del progetto. |