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  Immagini di Speleologia Cubana 3D 2004 - Diario

Presentazione

 

19 marzo 2004
L'arrivo a L'Havana è stato accolto da copiosi acquazzoni che ci hanno accompagnato anche il giorno dopo durante il trasferimento alla Scuola Nazionale di Speleologia Cubana di Moncada (Pinar del Rio). 

La scuola di speleologia Donazione Epson


20 marzo 
Il primo giorno di lavoro ci ha visti impegnati in "Santiago", uno dei settori del complesso della Gran Caverna di Santo Tomas. Caratteristica principale di questa grotta è la presenza di bellissime concrezioni di aragonite oltre a numerosi altri speleotemi. Domani ci aspetta il tentativo di superamento di un sifone, che con le piogge degli ultimi giorni potrebbe presentarsi particolarmente impegnativo. 

Riprese video 3D


21 marzo 
La grotta Ancon, del sistema Palmarito ci ha respinti inesorabilmente. Il livello dell´acqua, causa le copiose piogge di questi giorni era troppo alto e ci ha impedito il passaggio del sifone che cela le meraviglie di questa grotta. 

22 marzo 
Per oggi avevamo previsto l'uscita alla Jeda, ma anche qui la sfortuna ci ha perseguitati e, causa un contrattempo che ha trattenuto Manolo (la nostra guida) a L'Havana, l'uscita é saltata. Abbiamo ripiegato su una escursione tra i mogotes che incorniciano questo bellissimo paesaggio tropicale. 


23 marzo 
Trasferimento a L'Havana. Anche qui la sfortuna non vuole lasciarci e ci allieta con ben 2 forature. 

24 marzo 
Oggi la giornata sará dedicata alla ripresa delle statuine erotiche precolombiane raccolte da Antonio Nuñez Imenez durante i suoi viaggi nelle terre Sudamericane e custodite presso la Fondazione a lui dedicata. Il lavoro scorre molto bene e questo ci fa tirare un sospiro di sollievo. Questa sera tra l'altro salutiamo Bruno che rientra in Italia. Domani ci aspetta il trasferimento a Matanzas. 

L'archivio fotografico della Fundacion La Fundacion

25 marzo 
Sveglia all'alba e preparazione dei bagagli per il trasferimento, ma alle 8,30 Fernando e Lazzaro, i nostri autisti erano alle prese con la pompa dei freni della Jeepa... CHE SFIGA!!! Finalmente molto lentamente e con mille cautele, alle 12,00 si parte per Matanzas e, per non perdere le buone abitudini, all'arrivo una delle ruote s'é "ponchada". Ci ristora comunque un'ottima cena preparata dalla moglie di Esteban e la notizia che FORSE avremo i permessi per Martin Inferno una delle prossime grotte che visiteremo. Domani, ci aspettano i meravigliosi cristalli del Jarrito.


27 marzo
Uscita al settore labirintico del Jarrito (complesso di Bellamar) a Matanzas. 
Siamo costretti a ridurre l'attrezzatura di ripresa al minimo in quanto i passaggi sono molto stretti, la temperatura si aggira sui 28 gradi e la progressione è molto difficoltosa. 

 

Dopo aver documentato i settori inferiori lo scorso anno, oggi ci dedichiamo alla ripresa dei rami alti e questo ci crea diversi problemi di risalita, causa una roccia particolarmente friabile ed instabile. Una volta giunti nell'area di nostro interesse ci siamo trovati in un vero e proprio labirinto di condotte a pressione che si sviluppavano in ogni direzione in una marna calcarea. 
Con la guida di Esteban arriviamo finalmente, dopo aver attraversato un passaggio strettissimo, dove abbiamo dovuto rinunciare ad altre attrezzature in una saletta-gioiello completamente tempestata di cristalli di calcite bianchi ed arancioni. Poco distante da qui, seguendo una cascata di candida calcite bianca, siamo arrivati su una prateria di eccentriche sottilissime che si sviluppavano in tutte le direzioni. 
Stanchi ma soddisfatti alle 22.00 siamo usciti.

 


28 marzo 
Giornata dedicata alla pulizia di tutte le attrezzature e al recupero delle forze alla plaja.


29 marzo
Siamo in totale confusione: i permessi per salire a Martin Inferno non sono ancora arrivati e il programma delle uscite pianificate per i prossimi giorni sta pian piano saltando. Oggi saremmo dovuti partire per Caguanes, ma per l'impossibilità, una volta partiti di ritirare i permessi a L'Habana ci fa desistere.
La giornata è stata dedicata alle riprese video in Bellamar e in Santa Catalina. In serata pianifichiamo, per domani un'altra uscita al Jarrito

30 marzo
Oggi il Jarrito è più familiare che mai, la nostra destinazione è il settore Felix, un settore che presenta numerosi passaggi stretti, tra cui il passo del musielago (pipistrello) e il nacimiento (la nascita).


Al di là di queste strettoie si apre un mondo tempestato di laghetti cristallizzati, praterie di eccentriche da paura, stalattiti a livelli, veli trasparenti… un mondo da sogno.
Usciamo da questo ambiente sempre più innamorati di questa grotta e sempre più convinti che sia un sistema da proteggere a tutti i costi. Una volta a casa Esteban ci illustra sulla topografia le potenzialità esplorative dell'intero sistema e la possibilità di far nascere un progetto di studio congiunto con la FSV.


31 marzo
Oggi ci è successo di tutto!!
Abbiamo perso tutto: permesso per Martin Inferno, libretto di circolazione della jeepa, sequestrato da un ispettore della motorizzazione (solo perchè la jeepa non ha il freno a mano!!!!), multa perché si guidava con un braccio fuori dal finestrino, la leva del cambio (ops, si è staccata!!!, ma: "se la jeepa se mueve, funciona").

Martin Infierno - La stalagmite più grande del mondo, 67 metri di altezza - foto di Kevin Downey

Nonostante tutto ciò la machina ci ha comunque permesso di visitare la penisola di Zapatas, dove si aprono numerosi cenotes oggetto del progetto di georeferenziazione delle sorgenti carsiche avviato col protocollo del progetto SARC della F.S.V. Questa è un'area di altissimo interesse carsico che raccoglie tutte le acque a sud della linea di spartiacque della provincia di Matanzas.
In serata siamo ospiti del Ministero di Scienza e Tecnología del Medio Ambiente della Provincia di Matanzas.
Si tratta di un incontro ufficiale durante il quale si evidenziano i reciproci interessi per il proseguo della nostra attività di documentazione fotografica in 3D volti al complementare programmi educativi mirati alla popolazione locale e alla didattica.
Durante la riunione è stato presentato il nuovo sistema di video-proiezione digitale in 3D messo a punto dalla Commissione Fotografica della FSV, proiettando alcune immagini scattate durante la scorsa spedizione.
È stato evidente l'interesse e la volontà da parte del Ministero di appoggiare a pieno i progetti nati dalla collaborazione tra SEC ed SSI.


1 aprile
Giornata dedicata al recupero funzionale della jeepa.
L'incontro di ieri con i membri del Ministero ha dato subito i suoi frutti e per domani ci è stato concesso in via eccezionale il permesso di visita al fiume Hatiguanico nella penisola di Zapata, reserva della biosfera e, salvo una piccola area turistica, riserva naturale integrale.


2 aprile
Sveglia molto presto e riorganizzo di tutti i bagagli per passare due giorni nella penisola di Zapatas. Visitiamo altri cenotes individuati solo ultimamente a seguito dello sviluppo, in quella zona, del progetto di georeferenziazione delle sorgenti carsiche. La giornata passa comunque molto veloce e rimpiangiamo di non avere le attrezzature speleosub o anche una semplice maschera.

La sera ci accampiamo nella Baia de Cochinos alle foci di un piccolo corso d'acqua generato da un cenotes che si riversa in laguna attraversando una fitta rete di mangrovie. Qui facciamo subito conoscenza con gli jejenes: micidiali insetti la cui puntura è molto più irritante di quella delle zanzare. In una mitica danza indiana volta ad allontanare le tremende bestiacce si consuma il nostro pasto giusto in tempo per respingere, al tramonto, l'attacco delle zanzare. In tenda il sonno prende il sopravvento favorito da una moltitudine di suoni di acqua e animali.


3 aprile
Durante la notte la temperatura è calata e al mattino dalle acque che ci circondano si alzano nuvole di vapore rendendo il paesaggio inquietante e non possiamo fare a meno di ricordare che proprio in questi luoghi, nel 1961 vi fu lo sbarco dei controrivoluzionari mercenari addestrati dagli Stati Uniti d'America.

In poche ore siamo sul fiume Hatiguanico. Spettrale per alcuni tratti flagellati dal tremendo ciclone che ha investito la zona nel 2001 ed incredibilmente verde e rigoglioso in altri. Durante il percorso incrociamo diverse specie di uccelli che al nostro passaggio si alzano in volo, ma il nostro interesse è catturato da numerose sorgenti che di colpo schiariscono le torbide acque. Si tratta di cenotes che si aprono lungo il letto del fiume e ai suoi fianchi generando piccoli affluenti. Ci troviamo a circa 15 km dalla costa e da una di queste sorgenti sgorga acqua salmastra. Il cono di marea nel fiume viene intercettato da noi parecchi chilometri più a valle.
Ci documentiamo sulle ultime esplorazioni speleosub effettuate in queste risorgenze e scopriamo che risalgono ad una ventina di anni fa. Questo ci incuriosisce molto e dai racconti dei nostri amici cubani ci rendiamo conto che quest'area merita una ulteriore ricerca.
Al rientro a Matanzas inizia la fase di rientro: riordino dei bagagli ed il giorno successivo trasferimento a L'Havana per il rientro in Italia.


CONCLUSIONE:
Il volo di rientro si consuma nell'amarezza di un'occasione mancata: la grotta di Martin Inferno a Sancti Spiritu è un buco nero sulla pellicola. I permessi non sono ancora arrivati nonostante le assicurazioni dei funzionari governativi al nostro arrivo. Non possiamo fare a meno di pensare che gli ultimi eventi politici: i militari inglesi sorpresi in Messico, le dichiarazioni di Bush su un possibile intervento armato a Cuba hanno fatto diventare inaccessibili alcune strategiche aree montuose.
Ciononostante torniamo ricchi di nuovi progetti e fiduciosi nel futuro.

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