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  Immagini di Speleologia Cubana 2007

Progetto


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30 Novembre 2007
Sono passate solo 12 ore dall'arrivo, e siamo già in grotta, e che grotta!
Siamo 3 speleo Veneti e 1 terrone! Abbiamo con noi 40 chili a testa di materiale e 4 fari-batteria che hanno fatto impazzire la dogana Italo-Cubana e Tony!
Arrivati all'Havana gli amici cubani ci stavano aspettando e anch'io ho proVATO l'ebbrezza di un viaggio sul cassone del pick-up. Splendida la stellata! Ma ancora più splendidi i cristalli di Bellamar! Oggi ci siamo letteralmente immersi in una vasca da bagno-geode. Ora si parte per Topes de Collante (En el corazon de Cuba) per la forra! Mi sa che domani sul cassone ci tocca la 'Solana' visto che qui sono 28°C!. Nicola


3 dicembre 2007
Dopo una giornata di trasferimento culminata con lo spingere il pullman in salita.... siamo comunque arrivati a Topes de Collante.
Una notte in sacco a pelo schiaffeggiati dal vento ma la mattina il sole si è presentato in tutto il suo splendore che ha esaltato la giungla lussureggiante.
Ci siamo tuffati nella forra di Caburní. Le immagini credo che parlino da se. 

4 dicembre 2007

Si apre una nuova frontiera per il 'Projecto Bellamar'. Il parco naturale di 'Topes Collantes el Corazon de Cuba', nelle alture dell'Escambray è un posto 
che sembra un giardino botanico. I responsabili hanno manifestato  l'intenzione di installare un impianto di priezione 3D per valorizzare il territorio e promuovere la tutela del carso cubano. Tutto ciò con la nostra  produzione fotografica.
Ci troviamo qui per terminare il documentario dal titolo: 'L'aqua che bevemos' una replica cubana del più famoso 'L'acqua che berremo' (documentario 3D della Federazione Speleologica Veneta).
Il luogo è magico abbiamo trascorso due giorni tra roccia ed acqua in forre meravigliose e giungla incontaminata.
Ora siamo in viaggio per il parco di 'Caguane' :-) sappiamo già che diverremo il pasto prediletto di mosquitos, heng-heng e bestie varie :-( Speriamo bene.

 

5 dicembre 2007

Durante il trasferimento dalle alture dell'Escambray alla laguna di Caguanes, ci siamo fermati alla Fundacion A. Jimenez di Santu Spriritu. Antonio Danieli ha donato 2 gigantografie di quella che era definita la stalagmite più alta del mondo, analizzando la foto è evidente però che si tratta di una colata. Per confermare tale ipotesi ci resta un'ultima cosa da fare: salirci sopra e definire la genesi esatta della formazione, decidiamo già che sarà uno degli obbiettivi del 2008.
Alla spedizione del 2006, hanno fatto seguito altre due spedizioni degli speleo Matanzeri (sempre in ambito del Proyecto Bellamar). Essi hanno riposizionato con il GPS l'ingresso della grotta correggendolo di 600 metri, redatto un nuovo rilievo, esplorato sul fondo un nuovo ramo attivo lungo 50 m che ha permesso di individuare la sorgente all'esterno. Hanno infine determinato, con l'utilizzo di teodolite e di un distanziometro Leica, l'altezza precisa della formazione calcarea: che è di 65,25 metri. 


Consegna delle foto della stalagmite più alta del mondo ad Alejandro Romero Emperador vicepresidente della 
Sociedad Espeleologica de Cuba e delegato della Fundacion A. Jimenez dela Naturaleza y el Hombre

6 dicembre 2007
A questo punto Santi Spiritu ripartiamo per l'isola di Punta Caguanes all'interno del parco, una piccola altura carsica nel mezzo di una laguna.
Nei due giorni abbiamo fotografato tre grotte: La cueva de Los Piratas, La cueva Grande e La cueva Ramos. Quest'ultima riporta sulle pareti delle pitture rupestri di circa 2100 anni fa. Attualmente sull'isola sono conosciuti oltre 11 km di grotte.
Le sere sono state accompagnate da birra e pesce fritto pescato per noi da un pescatore locale in cambio di buon rum. Il giorno 6, nel pomeriggio, siamo partiti alla volta del parco di Granma ma l'unico fra noi a non essere d'accordo era il pulmino. Dopo 20 ore di viaggio e una dozzina di interventi sul'impianto di alimentazione e trasmissione del motore, siamo arrivati a destinazione.


Sul camion e accampamento di Caguanes


Cueva de Los Piratas

 
Ficus

 
Cueva Grande

 
Cueva Ramos - Pitture Rupestri - 100 a.c. circa

Le sere sono state accompagnate da birra e pesce fritto pescato per noi da un pescatore locale in cambio di buon rum. 
Nel pomeriggio, siamo partiti alla volta del parco del desembarco del Granma ma l'unico fra noi a non essere d'accordo era il pulmino. Dopo 20 ore di viaggio e una dozzina di interventi sull'impianto di alimentazione e trasmissione del motore, siamo arrivati a destinazione.

 
Una delle soste forzate verso il Parco del Granma

10 dicembre 2007
"Siamo a Cabo Cruz nel parco di Desbarco de Granma. Anche qui la nostra base è la struttura del guardiaparco, il posto è paradisiaco, vegetazione rigogliosa e paesaggio mozzafiato. All'arrivo diamo un'occhiata al paesaggio sottostante di una serie di terrazze marine caratteristica principale del parco (6 livelli emersi e 9 sommersi). Gli ultimi livelli sono i più interessanti con sotanos, cenotes e grotte. La vegetazione è impenetrabile e può riservare tante sorprese esplorative, il clima è particolare, l'esposizione a sud rende il luogo particolarmente caldo. Diversi eventi storici hanno segnato questi luoghi, la risalita dei popoli Indios dalla foresta amazzonica verso nord, il secondo sbarco di Cristoforo Colombo e lo sbarco dei primi rivoluzionari cubani. 

 
Campo nel Parco di Granma


Riprese da una delle terrazze: ai nostri piedi Sotanos, Cenotes e Cuevas...un mondo da esplorare.

Il secondo giorno ci dividiamo in due squadre. La prima punta a quello che ci era stato descritto come un pozzo di 80 metri ma in realtà si presenta come un sotanos... Mozzafiato! Dopodiché si punta alla Cueva Fustete con la sua immensa colonia di pipistrelli. 
La seconda squadra in compagnia del prof. Juan Valentin Gutièrrez è andata a visitare un cenotes che ospita l'idolo dell'acqua, una scultura ottenuta da una stalagmite che simboleggia la vita. La scultura viene illuminata dal sole soltanto durante il solstizio di primavera e ad essa, per le sue somiglianze con la Vergine, si attribuisce la facilità con cui gli indigeni accettarono i simboli e i riti cristiani. 
Nei pressi altre grotte riportano idoli scolpiti nelle concrezioni.
La sera si discute sulle grandi potenzialità esplorative di questa zona e a malincuore sappiamo che domani ce ne andremo...
La mattina partiamo con un carico di gallette e un casco di banane... Buone! per un viaggio di 800 km che non sappiamo quanto durerà per le ormai manifestate condizioni precarie del nostro mezzo.


Armo e discesa nel Sotanos di Morlotte (-77 m diametro imbocco 55 m, l'uomo è indicato dalla freccia)

 
Cueva Fustete nel Parco di Granma e fauna di grotta (Tarantola)


Il prof. Juan Valentin Gutièrrez ci guida nella cueva funerarioa dell'Idolo dell'Acqua a Cabo Cruz dove troviamo questi idoli pre-colombiani.

11 Dicembre 2007
Dopo un viaggio indimenticabile da Cabo Cruz a Matanzas e una giornata di riposo per raccogliere nuovamente le forze, eccoci tra le viscere della terra.
Meta di questa giornata due grotte facenti parte del sistema di Santa Catalina, Cueva Jolanda e Cueva Naufragio, collegate da un sifone.
La ricerca di queste ci ha impegnato non poco, la vegetazione rigogliosissima ed impenetrabile celava alla vista gli ingressi.
Dopo diverse ore di ricerca in pochi metri quadri, quando ormai stava per prenderci lo sconforto, eccole, belle e fresche come poche grotte a cuba.
Ora siamo a casa di Esteban a goderci i risultati davanti a del buon Ron.
Domani ci alzeremo con i galli, per andare a L'Avana... Fabio Siccardi al festival del cinema Latino Americano ci attende con il documentario "Cuevas y Revolucion"

 

Discesa e vestizione nella cueva Naufragio


cueva Naufragio


cueva Iolanda.

12 Dicembre 2007 
Ci spostiamo all'Avana per la presentazione del documentario "Cuevas y Revolucion" per il Festival del Nuovo Cine Latinoamericano.
Là ci aspetta Fabio Siccardi della SSI , che con Riccardo Dall'Acqua ha curato questo film sulla vita dello speleologo e rivoluzionario cubano Antonio Nuñez Jimenez.


13 e 14 dicembre 2007
Sono trascorsi gli ultimi due giorni della nostra spedizione...peccato!
In una situazione logistica simile a quella di casa, tanta è stata calorosa l'ospitalità dei nostri amici cubani. Abbiamo rivisto, in compagnia di Fabio Siccardi, vecchie conoscenze, Cueva de Santa Catalina e Cueva de Bellamar con il suo splendido ramo Jarrito. Due grotte tanto diverse ma allo stesso tempo egualmente preziose.
In queste ultime sere si è ragionato molto sullo sviluppo del progetto, le attività didattiche con le scuole, la georeferenziazione degli accessi alle acque carsiche e lo sviluppo futuro delle attività di monitoraggio. L'incontro con l'idrogeologa Katia De Rosario dell'Istituto di Idrogeologia di Matanzas ha definito alcune linee guida che seguiremo nel prossimo futuro.
Adesso, però, vi lasciamo, una festa a casa di Umberto ci aspetta.
Vi salutiamo con queste ultime immagini da questa splendida isola: Antonio, Armando, Igor, Nicola.


I cristalli del Jarrito

 

I "funghi" di Santa Catalina

 


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