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  Sapo de Bellamar
Gran Caverna de Bellamar 

Photo Gallery  

La spedizione è stata seguita giorno per giorno sul blog di Speleologia Italo-Cubana

Video e proiezioni della spedizione su Youtube  

Sono rientrati da Cuba il 12 dicembre i componenti della spedizione speleologica "Sapo de Bellamar" che ha visto gli speleologi del Gruppo Speleologi CAI Malo del CAI Dolo e lo speleo Club Forlì.
Grazie anche al contributo organizzativo della Società Speleologica Italiana, è stato un successo sotto tutti i punti di vista ed ognuno di noi è ritornato più forte di prima, sia come speleologo, ma soprattutto come persona. Abbiamo ricevuto una lezione di vita dai nostri amici cubani che, nonostante le poco agevoli condizioni di vita, ci hanno travolto con il loro affetto e simpatia.
Lo scopo della spedizione, preparata da Sandro Sedran del CAI Dolo e Gruppo Speleologi CAI Malo, era quello di topografare i nuovi rami del settore Jarrito, facente parte del complesso delle Grotte di Bellamar, situate a Matanzas, circa 100 Km ad est di L'Avana. Nonostante la richiesta dei permessi esplorativi sia stata avanzata con mesi di anticipo, solamente il giorno precedente il nostro arrivo sono arrivate le autorizzazioni dal Ministero competente; siamo i primi non-cubani ad avere il privilegio di lavorare ed esplorare in questa cavità, monumento nazionale della natura.
Tutta la logistica è stata curata da Esteban Grau, responsabile della Sociedad Espeleologica Cubana per le spedizioni estere a Cuba, che ci ha generosamente ospitato nella sua abitazione.

La realtà degli ambienti ipogei ha superato ogni aspettativa: bianchissime concrezioni da sembrare ghiacciate, antichi laghi cristalizzati, distese di eccentriche ovunque (piccole concrezioni che crescono senza seguire la forza di gravità); il tutto in una quantità tale da lasciare esterrefatti. La progressione doveva avvenire con la massima cautela per evitare di causare danni irreparabili e sporcare di fango gli ambienti. Purtroppo il solo passaggio degli speleologi, nonostante tutte le attenzioni possibili, danneggia l'aspetto di queste meravigliose gallerie e per questo i cubani hanno deciso di limitarne l'accesso solo per motivi di studio e dare la possibilità di godere di tali bellezze solo per via indiretta (proiezioni 3D e filmati). A tal proposito, abbiamo portato dall'Italia la proiezione tridimensionale sulle grotte cubane, realizzato in precedenti spedizioni "Immagini 3D" da Antonio Danieli della Federazione Speleologica Veneta, e mai visionato a Cuba. E' stato molto apprezzato dai locali ed è servito ad ottenere importanti finanziamenti per la tutela del patrimonio carsico della zona di Matanzas.
In quattro giornate di lavoro, diverse squadre miste italo-cubane hanno realizzato il rilievo topografico di oltre 2 km di gallerie, scoperto numerose nuove diramazioni, unito due rami tramite la forzatura di una strettoia, esplorato due nuove cavità sulla sovrastante superficie con probabile congiungimento al reticolo sotterraneo. E' stata realizzata anche una cospicua documentazione video-fotografica, con una squadra appositamente predisposta e dotata di materiale fornito dalla 2BI di S.Vito, che produrrà immagini per la televisione cubana e le principali riviste specializzate dei due paesi.
I dati raccolti dovrebbero essere sufficienti per consentire di proporre questa cavità all'attenzione dell'UNESCO affinché venga inserita quanto prima fra i Monumenti Naturali dell'Umanità.

E' stato dato anche un grosso contributo alla ricerca scientifica con l'adesione al progetto istoplasmosi, curato dal medico milanese Rino Bregani. Nelle grotte tropicali esiste la possibilità di inalare le spore del fungo Histoplasma capsulatum che colpisce il sistema respiratorio e si diffonde poi ad altri organi. Una spedizione veneta aveva visto ben quattro elementi ammalarsi al loro rientro in Italia e la cosa ci aveva preoccupato non poco, dal momento che le grotte erano le stesse dove dovevamo lavorare noi. Queste spore sono presenti nella terra secca dove si trovano parti di guano di pipistrello; ci siamo premuniti indossando delle mascherine con filtri idonei, ma queste ci hanno creato non pochi problemi ostacolando una regolare respirazione e portandoci in affanno ogni qualvolta ci si trovava a sostenere uno sforzo di progressione superiore ad una normale camminata. La temperatura interna di 28° C unita ad un tasso d'umidità prossimo al 100% hanno poi messo a dura prova il nostro fisico obbligandoci ad alternare un giorno di riposo turistico ed uno in grotta per recuperare le forze.
Ogni componente della spedizione si è sottoposto al prelievo di sangue prima e dopo la spedizione per verificare lo stato del sistema immunitario e sono stati raccolti campioni di terreno in varie parti della grotta per un'analisi dettagliata sulla presenza o meno del fungo. Un esito negativo, oltre a sollevarci dalla possibilità di contagio, consentirebbe a spedizioni future di evitare di indossare le odiate mascherine.

Sapevamo che l'embargo economico decretato contro Cuba sta creando grandi problemi nell'approvvigionamento dei beni di prima necessità, medicinali compresi. La grande disponibilità di due dottori di Mira e Forlì ci ha consentito di donare all'ospedale di Matanzas una discreta quantità di farmaci. A loro manca di tutto: ipertensori, asmatici ed antibiotici; il nostro gesto, per quanto piccolo sia stato, servirà sicuramente a salvare delle vite umane e per questo il direttore della struttura ci ha espresso il suo più grande riconoscimento.

La nostra non è stata quindi una spedizione di sola esplorazione e divertimento; la generosa collaborazione di REPETTO di Genova e CAPO NORD di Forlì ci ha permesso di dotare gli speleologi di Matanzas di parecchia attrezzatura e vestiario indispensabili a svolgere l'attività in grotta e di cui erano quasi totalmente sprovvisti. Presi dagli eventi, nessuno si è tirato indietro ed ulteriori donazioni sono state fatte dai gruppi speleologici di Malo, Dolo, Forlì e dai singoli componenti.

Gli ultimi giorni sono stati trascorsi nella sede della Sociedad Espeleologica Cubana di L'Avana con visita della capitale. Poi nella Scuola di Espeleologia di Vinales, inserita nell'omonimo Parco Nazionale, con visita alla spettacolare Gran Caverna di St. Tomàs.

A Matanzas è rimasto ancora parecchio lavoro da fare: numerose gallerie del Labirinto attendono di essere topografate ed esplorate sistematicamente. Gli amici cubani attendono i fratelli italiani a braccia aperte.

Sandro Sedran
Gruppo Speleologi CAI Malo
CAI Dolo

 

PATROCINI

Società Speleologica Italiana 
Sociedad Espeleologica de Cuba 
Federazione Spelelogica Veneta 
CAI sezione di Dolo "Riviera del Brenta"
Comune di Mira

SPONSOR

REPETTO SPORT - Genova - abbigliamento tecnico e materiale speleo-apinistico 
CAPO NORD - FC -
abbigliamento tecnico e materiale speleo-apinistico
2BI SPORT - azienda di servizi per lo sport e l'industria - S.Vito Leguzzano (VI)


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