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  Proyecto San Vicente 2003
G.G. Milano CAI SEM - Forum Julii Speleo CAI

Diario della spedizione

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CONSIDERAZIONI SULLA FAUNA DELLE GROTTE DELLA SIERRA SAN VICENTE
Viñales, Provincia di Pinar del Rio.

Di Giuliano Trezzi

Il materiale raccolto si riferisce alla Cueva Arroyo el Joyero, Cueva del Guano e Cueva los Gonzales.
Da un punto di vista faunistico, l'esplorazione delle grotte della Sierra San Vicente, non può prescindere da considerazioni che richiamano la geologia e la fisica perché permettono meglio di capire il popolamento delle grotte esplorate.

La zona intorno a Vinales e' caratterizzata da un carso cosiddetto "a mogotes", in cui il rilievo e' costituito da basse colline isolate, dalla forma a panettone, con sommita' arrotondata e fianchi ripidi, scolpiti da numerose forme di corrosione superficiale (Karren). Nella Sierra San Vicente, le colline di elevano con altezze di 350-400 m su un piano di base a quote tra 50-80 m, piano su cui scorrono i corsi d'acqua superficiali.
Le rocce che costituiscono i mogotes sono principalmente calcari silicei del Giurassico superiore, molto carsificabili, che poggiano su calcari marnosi e arenarie piu' antichi. Questi costituiscono il substrato impermeabile e non carsificabile che impedisce l'approfondimento della carsificazione.
Il rilievo e' di origine antica (probabilmente a partire dal Miocene) e i mogotes rappresentano i residui della carsificazione e della corrosione chimica operata dalle acque meteoriche di quello che un tempo doveva costituire un rilievo montuoso piu' vasto e continuo. Il livello di base e' molto prossimo al contatto con le formazioni non carsificabili, cosi' che il carso sommerso e' di spessore ridotto.
Due distinti corsi d'acqua superficiali vengono assorbiti dalle rocce carsificate e attraversano il mogote da parte a parte. Oltre a cio', tutto il massiccio e' intensamente fratturato, con fratture che mettono in comunicazione le parti piu' profonde, piu' propriamente ipogee, con l'ambiente esterno. La circolazione idrica, sia carsica, sia attraverso fratture, permette quindi un abbondante apporto trofico all'ambiente ipogeo.
Importante è da considerare che nella parte alta non esiste circolazione d'acqua superficiale perché penetra immediatamente nelle fessure sottostanti, per raggiungere velocemente il piano di base. Questo condiziona la presenza di animali legati ad ambiente umido nelle parti alte.
Detto questo, è naturale pensare che i mogotes siano la risultante di una corrosione estrema che ha aumentato la comunicazione tra ambiente epigeo e ipogeo e che hanno subito invasioni popolazionali di animali provenienti dall'esterno che usano le cavità come rifugio o che vi trovano condizioni ottimali di permanenza.
Gli artropodi lucifughi la fanno un po' da padrone, soprattutto amblipigi e uropigi e decapodi (granchi) che per numero di esemplari trovati o visti, sembrano le forme predominanti.
Di particolare interesse sono gli uropigi che presentano una morfologia molto curiosa; posseggono cheliceri anteriori a forma di uncini spinosi con funzione offensiva, hanno il primo paio di zampe molto allungate trasformate in organi tattili e un flagello caudale costituito da molti articoli il cui funzionamento non è ancora ben conosciuto. Da notare che questi animali, poco studiati, sono rappresentati da non più di un centinaio di specie in tutto il mondo che vivono nelle zone tropicali o semitropicali.
Chiaramente l'occupazione di questa nicchia ecologica da parte di artropodi predatori provenienti dall'esterno, potrebbe aver creato una competizione con una eventuale fauna trolobia, anche se viene più logico pensare che la scarsità o l'assenza di veri e propri troglobii sia dovuta all'evoluzione geologica dei mogotes stessi.
I mogotes sono abitati e frequentati da molti altri animali che vi si rifugiano, i principali sono i pipistrelli che in alcuni casi, come nella Cueva del Guano, sono presenti in colonie numerosissime e costituiscono con i loro escrementi un elemento importante nella catena alimentare delle grotte.
Nella zona di Vinales sono state identificate le seguenti famiglie:
Mormopidae: Mormoops blainvillei (Leach),
Pteronotus macleayi (Gray),
Pteronotus parnellii (Gray),
Pteronotus quadridens (Gundlach).
Natalidae: Natalus micropus macer (Miller).
Durante l'esplorazione si sono rinvenute le ossa di un grosso roditore; trattasi di Capromys pilorides (Say), detto volgarmente Hutia, caratteristico delle Indie Occidentali, che raggiunge le dimensioni di cinquanta centimetri e un peso di nove chili.
Nonostante sia protetto, viene cacciato dai locali per alimentazione.
La raccolta degli invertebrati è stata fatta sia a vista che con l'uso di esche rimaste in loco circa una settimana.
Degli artropodi raccolti sono arrivato, in molti casi, a determinare anche il genere e la specie, non senza qualche gradita scoperta.
Per altri versi, come negli Acarina, negli Araneae, negli Isopda e nei Dermattera, il materiale è stato consegnato a degli esperti per essere studiato, essendo tuttora in attesa della identificazione, vengono citati solamente come Ordini.
I molluschi raccolti all'imbocco delle gallerie e sono risultati tutti endemismi cubani.
La loro determinazione è avvenuta grazie al contributo del Museo Civico di Scienze Naturali di Milano dalla Dott.ssa Monica Leonardi.
MOLLUSCA
GASTEROPODA
Prosobranchia
Fam Ciclophoridae: Farcimen tortum (Wood)
Fam. Helicinidae: Viana regina (Morelet) forma multistriata
Viana regina (Morelet) forma marmorata
Helicina adspersa (Pfeiffer)
Fam Pomatissidae: Condrothyra sp.
Fam. Sagididae: Laevoleacina oleacea (Deschayes)
Fam. Anulariidae: Turrithyra deceptor (Arango)
Fam. Helicinidae: Emoda sagraiana (d'Orbigny)
Fam. Truncatellidae
Pulmonata
Fam. Camaenidae: Pleurodonte sobrina (Ferussac)
Pleurodonte sp.
Eurycratera guanensis (Poei)
Fam. Orthalicidae: Liguus fasciatus
BIVALVA
Fam Unionidae ?
ARACHNIDA
UROPYGI
Fam.Theliphonidae: Mastigoproctus sp
AMBLYPYGI
Fam. Phrynidae: Phrynus armari Quintero.
ARANEAE
Mygalomorphae
Fam Theraphosidae: Eurypelma spinicrus (Latreille).
Araneomorphae
ACARINA
CRUSTACEA
ISOPODA
DECAPODA
Reptantia
Fam. Cambaridae: Procambarus niveus Hobbs e Villalobos ?
INSECTA
DERMAPTERA
ORTHOPTERA
Fam. Phalangopsidae: Cophus thoracicus Saussure ?
COLEOPTERA
Fam. Colevidae: Proptomaphaginus sp.
Fam. Tenebrionidae
Fam. Scarabeidae: Aphodius sp.
Fam Staphylinidae
Fam. Nitidulidae
Fam. Leiodidae
Fam. Hydriphilidae
Dopo attento studio, è da rilevare che tra la fauna raccolta, nei Coleotteri, un Colevidae del genere Proptomaphagus costituisce una specie nuova.
Il dato è importante, perché arricchisce la fauna cubana di una nuova entità.


Di Giuliano Trezzi


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